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Big data poco conosciuti nelle aziende italiane

Un'indagine del gruppo Adecco e dell'Università Milano-Bicocca su 350 referenti aziendali ha evidenziato che la maggior parte delle aziende italiane non conosce il concetto “Big Data”

Un'indagine del gruppo Adecco e dell'Università Milano-Bicocca su 350 referenti aziendali ha evidenziato che:

  • Il 40% delle aziende italiane non conosce il concetto “Big Data”
  • Solo il 12% utilizza i big data a fini commerciali
  • Il 48% ammette di avere una padronanza parziale dei big data
  • La maggior parte (41.02%) delle aziende coinvolte rientra nell’industria metalmeccanica-elettronica
  • Il 26, 29% delle aziende intervistate fanno parte di commercio e servizi
  • Le Pmi rappresentano quasi la metà dell'indagine (47,14%)
  • Il 35,03% proviene da industrie di grandi dimensioni

L’analisi dei big data può portare grandi vantaggi competitivi alle aziende, ad esempio permette di ottenere informazioni monetizzabili in fase di vendita, come le abitudini o i gusti dei clienti.

  • Quasi tutte le aziende intervistate (97%) considerano i big data un’opportunità.
  • Solo il 20% ha già avviato progetti in materia
  • Il 10% dichiara di avere intenzione di farlo
  • Il 32,43% ammette di non avere nessuna azione in corsa
  • Il 37,16% non manifesta alcun interesse.

Questo deficit, tuttavia, non riguarda solo il nostro Paese, ma tutta l’Europa, mentre Usa e Asia hanno già messo in campo grandi investimenti. I settori aziendali che possono ottenere i maggiori benefici dai Big Data sono:

  • Commerciale 64,8%
  • marketing 62,4%
  • It 35,2%
  • comunicazione 33,6%
  • finanza e produzione 29,6%

 

I professionisti dei big data

Il 98% delle aziende intervistate sostiene che i candidati siano assenti o difficili da reperire nel mercato italiano.

I ruoli più interessanti nell'immediato:

  • Big Data analytics specialist 63,64%
  • Data content&communication specialist 38,64%
  • Big Data architect 32,95%
  • Data scientist 29,5%
  • Social mining specialist 13,6%
  • Analytics specialist
  • Content&communication specialist

Vi è però anche chi vede questo gap dalla parte opposta: non sono i candidati che mancano, ma le aziende che offrono condizioni retributive e contrattuali poco competitive.

Ciralli, capo del brand e dell'innovazione Gruppo Adecco Italia, sostiene invece: «Le aziende non sono poco attrattive e non è una questione retributiva, ma di formazione. In Italia, da una parte c'è bisogno di maggiore orientamento ai giovani per indirizzarli verso i percorsi più virtuosi finalizzati all'occupabilità e dall'altra ad incentivare la collaborazione tra impresa e scuola».

 

Fonte: Il Sole 24 ore